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  24  .  L'unificazione italiana: una convergenza di fattori  a favore
della "soluzione sabauda".
  
  Da:  A.  Scirocco,  L'Italia del Risorgimento, Il  Mulino,  Bologna,
1990.
     
         Il  dibattito  storiografico  sull'unificazione  italiana   
         stato  per  lungo  tempo caratterizzato  dalla  polemica  tra
         coloro  che valutavano positivamente l'opera di Casa  Savoia,
         considerandola  come  indispensabile  guida   del   movimento
         nazionale  italiano, e quelli che vedevano  nelle  iniziative
         sabaude  solo delle semplici guerre di conquista  finalizzate
         all'espansione  territoriale del regno  di  Sardegna.  Gi  a
         partire  dai  primi  decenni del Novecento tali  impostazioni
         sono  apparse  superate  e  le vicende  italiane  sono  state
         inquadrate  nel  pi  vasto  ambito  della  storia   europea.
         Collocandosi  su  tale  linea  interpretativa,  nel  seguente
         passo,  lo  storico  italiano Alfonso Scirocco  evidenzia  le
         ragioni   interne   ed  internazionali  che   favorirono   la
         "soluzione   sabauda"  della  questione  italiana,   fino   a
         renderla l'unica possibile.
     
Il  ruolo  assunto dal Piemonte nel movimento nazionale a partire  dal
Congresso di Parigi aveva mutato i termini della lotta politica  nella
penisola.  La  fedelt allo Statuto aveva mostrato la  possibilit  di
conciliare  l'ordine  con  la  libert; poi  il  fallimento  dei  moti
rivoluzionari  e l'interessamento delle grandi potenze alla  questione
italiana  avevano  indirizzato le speranze ad  un'azione  diplomatico-
militare  contro  l'Austria  che  solo  uno  Stato  "regolare"  poteva
condurre.  Di  qui il rapido crescere nella penisola di  un  movimento
filosabaudo, alimentato dal mito del "re galantuomo": un mito  diffuso
dalla  pubblicistica  moderata, che  mise  in  ombra  le  velleit  di
politica personale di Vittorio Emanuele, le sue simpatie per la Destra
conservatrice,   la  sua  opposizione  alle  riforme   ecclesiastiche,
soprattutto  la  sua avversione per Cavour, pienamente ricambiata  dal
ministro.
     Assurto  a simbolo della libert e dell'Unit, Vittorio  Emanuele
nel 1859-'60, in quell'autentica rivoluzione che sconvolse il secolare
assetto   territoriale   della  penisola,  rappresent   la   garanzia
dell'ordine di fronte alla diplomazia europea e di fronte alle  classi
dirigenti degli Stati che scomparivano.
     Si  dimostr  fondata  la convinzione di Mazzini  che  il  crollo
dell'Austria  in  Lombardia avrebbe messo in  crisi  tutti  i  governi
assoluti.  Separatisi  dalle classi dirigenti,  di  cui  mortificavano
l'aspirazione a partecipare alla vita dello Stato mediante istituzioni
parlamentari,  essi  dopo  il '48 avevano perduto  il  consenso  e  si
reggevano  solo  sulla forza militare degli Asburgo. Fu  merito  della
Societ  nazionale diffondere l'impostazione cavouriana del  programma
moderato che faceva capo alla guerra all'Austria mediante l'iniziativa
sabauda.
     Il  modo in cui si comp l'unificazione della penisola, per gradi
successivi,  fece  realizzare un assetto  ritenuto  utopistico  ancora
nella  primavera  del  '59. L'unione della Lombardia  al  regno  sardo
discendeva  dagli  accordi  di Plombires. Le  annessioni  nell'Italia
centrale    furono   determinate   dall'eterogeneit   dei   territori
ribellatisi ai governi legittimi e dalla imprevista forza
     
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     del  sentimento  nazional-liberale, che escluse  il  ritorno  dei
vecchi   sovrani,  ma  escluse  anche  una  soluzione  imposta   dalla
diplomazia, come il principe Gerolamo [Gerolamo Bonaparte,  cugino  di
Napoleone  terzo,  che,  secondo gli accordi  di  Plombires,  avrebbe
dovuto  sposare  la principessa Clotilde di Savoia e che  l'imperatore
francese  mirava  a  porre  sul trono del regno  dell'Italia  centrale
previsto  dagli  accordi  stessi] o  la  sovranit  temporanea  di  un
principe di Casa Savoia. Si venne cos a creare uno Stato esteso,  che
divent  polo di attrazione nei confronti delle Due Sicilie  nel  '60.
[...]
     La  soluzione "sabauda" fu, quindi, favorita dalla scansione  dei
tempi  in  cui si realizz l'Unit. Quando l'epica impresa  dei  Mille
meravigli  il  mondo,  i democratici erano gi  stati  sconfitti  sul
terreno  ideologico  (Garibaldi aveva come motto  "Italia  e  Vittorio
Emanuele")  e sul terreno politico (l'iniziativa popolare  nell'Italia
centrale aveva vinto perch l'Austria era stata bloccata dalla Francia
alleata  del  Piemonte).  Mazzini  era  stato  il  profeta  dell'unit
nazionale  e  con  l'infaticabile predicazione ne  aveva  tenuto  vivo
l'ideale: ma i moderati avevano avuto un progetto politico in grado di
sfruttare   gli   spazi   di   manovra  permessi   dagli   avvenimenti
internazionali  ed il regno sabaudo in quanto "Stato"  ne  aveva  reso
possibile la realizzazione.
     Per  queste  ragioni  l'Italia  unita  ebbe  direzione  moderata.
Vittorio Emanuele il 3 ottobre ad Ancona assunse il comando del  corpo
di  spedizione in marcia verso il Mezzogiorno, il 10 varc il confine.
Il  26  ottobre, dopo il plebiscito che ne riconosceva  la  sovranit,
incontr Garibaldi a Taverna Catena, presso Teano. Il 7 novembre entr
a Napoli con il dittatore. L'8 ricevette ufficialmente i risultati del
plebiscito.
     Il  9  Garibaldi  part per l'isoletta di Caprera,  dove  si  era
stabilito  nel  1857, rifiutando cariche ed onori. Il  4  novembre  si
erano  svolti i plebisciti nelle Marche e nell'Umbria con la  consueta
larga  partecipazione  di  votanti e la schiacciante  maggioranza  per
l'annessione.  La resistenza armata di Francesco secondo  dur  ancora
qualche  mese.  Capua capitol il 2 novembre. Gaeta,  investita  prima
solo da terra, poi anche dal mare, si arrese il 13 febbraio 1861, dopo
un'epica  resistenza che nobilit la fine della monarchia. Il  Borbone
trasfer   la  Corte  a  Roma,  accolto  da  Pio  nono,  che  ricambi
l'ospitalit  ricevuta nel 1848, e form un governo in esilio.  Ma  la
scomparsa  delle  antiche  divisioni  della  penisola  era  un   fatto
irreversibile.  Lo  avrebbero dimostrato nel giro  di  pochi  anni  la
conquista di Venezia e la proclamazione di Roma capitale.
